Arruffata

Cronache di una vita piena di nodi
giovedì, 29 ottobre 2009

Parlare (Mahatma Gandhi)

Un giorno un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?" .
"Gridano perché perdono la calma", rispose uno di loro.
"Ma perché gridare, se la persona sta al suo lato?", disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti", replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?".
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che, quando due persone sono arrabbiate, i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E, quando l'amore è più intenso, non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano!" .
Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare".

 

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martedì, 27 ottobre 2009

Marilin: NON SI SOLLEVA IN PIEDI DALLA PAURA....

Marilin: NON SI SOLLEVA IN PIEDI DALLA PAURA....

ott 27

 



LO SGUARDO DI MARILIN E' UNA PUGNALATA
AL
CUORE....
PAURA,
RASSEGNAZIONE,
ANGOSCIA.........
NON CREDO ESISTANO ALTRE EMOZIONI NEL CUORE DI QUESTA
CREATURA. PER FAVORE PORTIAMOLA VIA DI LI.....
LA PICCOLA CI MORIRA'RINCHIUSA
IN QUEL CANILE.......NON CREDO POSSA SOPPORTARE LA DETENZIONE, CONSIDERANDO
IL CANILE DEL SUD DOVE SI TROVA.......
CHI PUO' METTA SUI SITI - E' MOLTO URGENTE







 

 

Da un canile ad un altro forse la paura di Marilin non è cambiata..il suo
aspetto si! Femmina di taglia medio grande(mai vista su 4 zampe),ha circa
4-5 anni, di certo portati male. Si trova a Napoli ma è affidabile in tutto il
centro-nord Italia. silvia7815@libero.it Silvia 3395795890
www.canidisomma.com www.misha.cc
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categorie: animali, cani, appelli e petizioni
giovedì, 22 ottobre 2009

Nuove avventure...

E' sempre difficile chiudere una porta. Anche se non la si sbatte, anche se non si gira la chiave, anche se la si lascia appena accostata per sbirciare ogni tanto o rimettere dentro un piede... sai che non sarà più come prima, perchè dietro quella porta la vita continuerà anche senza di te, e tu stai prendendo un'altra strada, un'altra direzione.

Altra gente intreccerà la tua vita, nuovi entusiasmi, nuovi scazzi, cercherai di evitare altri calci in faccia, che ti arriveranno da direzioni inaspettate... quelli di prima eri diventata ormai brava a schivarli. Ma ci saranno anche nuovi sorrisi, nuovi occhi che brillano, e voci calde, e risate, e cuori che si avvicinano.

E il vuoto di quella porta lasciata socchiusa pian piano sparirà, per lasciar posto al pieno di una nuova avventura. E che tenerezza guardare quella luce filtrare dal passato, e illuminare il nuovo sentiero... o almeno i suoi primi passi.

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lunedì, 12 ottobre 2009

scuola...

Prenderei certi insegnanti e spaccherei loro le ossa. Sì.

Perchè  si lamentano, si lamentano e non fanno un cazzo, tronfi del loro lavoro che dura mezza giornata, del fatto che hanno meno giorni lavorativi delle altre categorie ma che percepiscono lo stesso stipendio!

Sveglia: un'insegnante di sostegno delle medie inferiori prende 1300 euro per 18 ore alla settimana! Me l'ha detto lei, ma dato che questa non si lamenta e si fa un discreto culo (e quindi è biocottata dagli altri insegnanti), mi sta bene!

Ma se penso a una di quelle con cui sto lavorando adesso... e che la sua negligenza brucerà sulla pelle di una persona più debole, perchè ha un handcap... e che è una puttana di merda intoccabile... minchia, che voglia di farle tanto tanto male!

Oh, poi devo dire che per fortuna ho incontrato più insegnanti validi che che insegnanti negligenti, ma questi ultimi rovinano tutta la categoria e fanno davvero dei grandi danni!

Ma perchè NESSUNO controlla l'operato di queste qui? Se io facessi così, mi  sbatterebbero a casa a calci in culo, e farebbero bene!

 

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categorie: varie annodate
sabato, 10 ottobre 2009

AIUTO PER GELSOMINA!!!

Ciao a tutti,mi chiamo Gelsomina e sono una bellissima cucciolotta di husky. Andava tutto bene, sino a quando i miei padroni non hanno deciso di buttarmi via nella strata ed è proprio li che una macchina non avendomi visto mi ha rotto la schiena non dandomi più l'opportunità di correre come facevo prima. Sono stata raccolta dalla strada da una signora "caritatevole" che mi ha portato subito in un pronto soccorso veterinario di Catania e alla notizia che non avrei più camminato, ha deciso di farmi addormentare per sempre.Solo adottandomi mi salvereste la vita...non voglio morire aiutatemi. Gelsomina

lauravasta@inwind.it 3331675323



HA BISOGNO DEL NS. AIUTO!!!! cucciolona husky paralizzata rischia d'essere addormentata...catania e tutta italia

Ho appena telefonato alla volontaria di Catania, e mi ha detto che Gelsomina domani andrà da un altro veterinario per la TAC, e sperando che si possa fare un intervento perchè la cagnolina sente il dolore nelle zampe posteriori,per cui possono esserci delle speranze.............MA HA BISOGNO DELL'AIUTO DI TUTTI NOI!!!!!!!!!!!!!
Chi può metta sui siti la storia di Gelsomina, perchè la volontaria farà il possibile per lei, ma sicuramente dopo l'intervento, se ci sarà, ci sarà bisogno di fisioterapia e magari di uno stallo.........AIUTIAMO TUTTI GELSOMINA!!!!!
per info scrivere a Laura lauravasta@inwind.it
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categorie: animali, volontariato, cani, appelli e petizioni
venerdì, 09 ottobre 2009

Una lettera da un mondo vegano…

in un momento in cui la maggior parte delle organizzazioni per i diritti degli animali sono attive a promuovere, difendere e premiare i prodotti di origine animale e i metodi di sfruttamento "umanitari", vi scrivo da parte di tre individui beneficiari di tale pietà.

Per l'industria, essi sono noti come unità di produzione numero 6, numero 35 e numero 67.595. Per il consumatore "compassionevole", essi sono noti come etichette che ti fanno sentire bene: "Latte biologico", "carne di vitello rosa", "uova in libertà". Per i difensori del benessere degli animali, essi sono noti come "alternative umanitarie". Invece tra loro sono noti come madre, figlio, sorella e amico. Per loro stessi, essi sono semplicemente ciò che per te e per me siamo per noi stessi: un mondo auto-consapevole d’esperienze soggettive, sensazioni, paure, ricordi - qualcuno con assoluta certezza che la sua vita è degna di essere vissuta -.

# 6 è madre per la prima volta. E' frenetica. Il suo cucciolo è assente. Cammina disperatamente su e giù per la stalla, piangendo e chiamando il suo cucciolo perduto, temendo il peggio, confermando le sue paure. Lei è una delle migliaia di femmine indifese nate in un allevamento biologico verde di produzione di latte. Lei trascorrerà tutta la sua breve vita soffrendo per la perdita di un cucciolo dopo l’altro. Sarà munta instancabilmente attraverso ripetuti cicli di gravidanza e perdite. La sua unica esperienza della maternità sarà la peggiore perdita per una madre. Al picco della sua vita, il suo corpo cederà, il suo spirito si romperà, la sua "produzione" di latte andrà in declino, e verrà inviata a un orribile massacro, insieme ad altre madri appena sconfitte, e "usate" come a lei stessa.
Lei è il volto del latte biologico.

#6



# 35 è un cucciolo con due giorni di vita, il suo cordone ombelicale è ancora attaccato, la sua pelle è ancora viscosa con i fluidi del parto, i suoi occhi vedono sfuocato, le sue gambe, tremano. Sta piangendo pieno di dolore perché non trova sua madre. Nessuno risponde. Vivrà tutta la sua breve vita come un orfano, la sua unica esperienza di amore materno sarà quella che desidera, la sua unica esperienza di connessione emotiva, sarà quella di assenza. Presto, la memoria di sua madre, il suo volto, la sua voce, il suo odore, andranno persi, ma l'anelito doloroso per il suo calore sarà ancora lì. A quattro mesi di età, lui e altri orfani come lui saranno rinchiusi in un camion e trasportati per la loro uccisione. Mentre verrà trascinato nella stanza del massacro, sarà ancora alla ricerca di sua madre, avendo un bisogno disperato della sua presenza protettiva, in particolare in quello scuro momento in cui sarà terrorizzato e avendo bisogno di lei più che mai in mezzo alle terribili visioni, suoni e odori di morte intorno a lui e, nella sua disperazione, nel suo desiderio di un pizzico di consolazione e di protezione, lui, come molti vitelli neonati, provano a succhiare le dita dei loro macellatori.
Lui è il volto del vitello "rosa", stiamo incoraggiando i "leader responsabili di ristoranti" a utilizzarlo.

#35



# 67.595 è una delle 80.000 galline in un centro di “uova in libertà" gestiti da una famiglia. Lei non ha mai visto il sole né sentito l'erba sotto i piedi, non ha mai incontrato sua madre. I suoi occhi le bruciano a causa dei fumi di ammoniaca, il suo corpo è coperto di piume ferite e abrasioni, le sue ossa sono fragili a causa della costante produzione di uova, il suo becco tagliato trema di dolore. E’ esaurita, esausta e sconfitta. Dopo una vita di degrado sociale, psicologico, emotivo e fisico, lei affronta il problema beccando obiettivi inesistenti. Ha due anni e la sua vita è finita. La sua produzione di uova si è ridotta, e sarà eliminata con il modo più economico possibile - significa morire in una camera a gas insieme alle altre 80.000 galline della sua comunità. Ciò richiederà tre giorni lavorativi per completare il compito. Per due lunghi giorni, dovrà ascoltare i suoni e respirare gli odori delle sue sorelle mentre vengono uccise nelle camere a gas appena fuori da dove si trova ora. Il terzo giorno sarà il suo turno. La prenderanno per le gambe e la porteranno via per la prima volta nella sua vita e, come ciascuna delle 80.000 galline "usate", come ciascuna delle 50 miliardi di vittime annuali del nostro appetito, lei lotterà per continuare a vivere, e non accetterà alcuna spiegazione o giustificazione per essere derubata della sua unica e patetica vita.

E' il volto delle “uova in libertà", stiamo incoraggiando le scuole, le ditte e i consumatori a utilizzarle.

#67.595



Questi sono i "beneficiari" delle "pratiche umanitarie degli allevamenti" che noi, i difensori degli animali, stiamo sviluppando, promuovendo e premiando pubblicamente, incoraggiando i consumatori "compassionevoli" ad acquistare i prodotti di cui sappiamo che non sono altro che miseria. Pratiche "umanitarie" che, se qualsiasi di noi fosse costretto a sopportare, nessuno le sentirebbe come "umanitarie".

Noi, attivisti, sappiamo che non esiste nulla di simile ad un allevamento compassionevole, etico o responsabile in alcuna scala. Sappiamo che l'unica alternativa umanitaria ed etica è una vita vegana.

Perché siamo così in pochi e in poche a dire la verità? Perché stiamo descrivendo prodotti "estensivi" come "umanitari" quando si sa l'orrore che tali pratiche infliggono alle loro vittime? Perché stiamo mentendo alla società, e a noi stessi, sapendo che l’allevamento "compassionevole" non è altro che un mito, un sistema di commercializzazione, una etichetta fuorviante? Perché molti di noi stiamo togliendo la vita ad animali, incoraggiando il consumo di carne, uova, latte, solo quando il nostro dovere è di lottare per la loro vita come se fosse la nostra? Perché stiamo promuovendo la pratica di mangiare animali quando sappiamo che è brutale, imperdonabile e completamente inutile? Perché stiamo premiando i consumatori che richiedono ogni volta più prodotti di origine animale se vogliamo cercare di eliminare quella situazione? Perché stiamo rafforzando e ricompensando le ipotesi speciste di questo mondo, quando il nostro lavoro, il nostro unico lavoro, come educatori vegan e attivisti, è quello di mettere in discussione e far cambiare quelle ipotesi offrendo un nuovo modello di pensiero sugli animali non umani, un nuovo modello di interagire con loro, un nuovo modo di vivere, un nuovo modo di esserci nel mondo?


Molti di noi giustificano il loro sostegno ai prodotti di origine animale "umanitari" e la loro ricerca di riforme di benessere dicendo che il mondo non è pronto per il cambiamento, che forse non diventerà mai vegano, che possiamo solo sperare di raggiungere, di questo passo, la diminuzione della sofferenza degli animali che sono condannati ora. Ma questo non è vero. Questo non è un dato di fatto. Si tratta di una paura - paura di agire, un fallimento della volontà, un atteggiamento di disfatta e, infine, una profezia che si auto-soddisfa.


La verità è che il mondo può cambiare. In realtà, il mondo è cambiato molte volte in passato, ed è cambiato in modi che sembravano impossibili in quel momento. La verità è che il mondo cambierà, ma solo se ci impegniamo a creare questo cambiamento. Rimarrà lo stesso se noi, gli auto-proclamati agenti di cambiamento, incoraggiamo a far in modo che le cose restino immutate. Cambierà se noi tutti diremo la verità sul fatto che non vi è un modo di allevamento compassionevole, la verità è che l'unica alternativa è vivere in maniera vegan, la verità è che gli allevamenti in qualsiasi scala sono un disastro etico ed ambientale, la verità è che gli animali sono esseri come te e come me, e hanno lo stesso diritto inerente alla vita e alla libertà come per te e per me. La verità è che vivere in maniera vegan non è uno "stile di vita", ma un imperativo morale.


Possiamo fare di meglio. Infatti, abbiamo l'obbligo a fare di meglio.


Vi invito a vedere quanto può essere raggiunto quando un piccolo gruppo di attivisti è dedicato ad offrire il proprio tempo e risorse in un’educazione vegana che sia coerente. Il nostro obiettivo finale – la liberazione animale - e il messaggio “diventa vegano” è centrale per ciascuna delle nostre comunicazioni, dalle risorse su Internet, al materiale stampato, annunci, proteste, cartelloni, eventi di sensibilizzazione, fino all’esplorazione della personalità degli animali da allevamento dettagliate nei singoli ritratti pubblicati nel blog Prairie.


Con dei fondi limitati, con un nucleo di educatori vegani formato interamente da volontari che sono determinati a dire tutta la verità sulla carne, sul latte e sulla produzione di uova, una piccola organizzazione di base come il Santuario Peaceful Prairie che ha costruito qualcosa che grandi e ricche organizzazioni non solo non sono riuscite a portare avanti, ma hanno costantemente cercato di distruggere in anni di anti-attivismo vegano: un vivace mondo vegano che cresce in mezzo a un mondo non vegano, un luogo in cui gli animali rifugiati sono considerati e rappresentati come gli esseri che giustamente sono, un luogo dove le persone residenti difendono instancabilmente niente meno che la liberazione totale, uno stato libero nel cuore di un mondo sovrastato da esseri umani, un luogo in cui i principi dell’abolizione sono applicati in parola, pensiero e di fatto. Un enclave vegano in cui la presenza ha già cambiato la geografia fisica, politica, psicologica e spirituale del mondo.


Vi invito a sperimentarlo voi stessi. Unitevi a noi nella nostra lotta per estendere la sua portata. Aiutateci perché non abbia confini.

Joanna Lucas
Santuario Peaceful Prairie


( Originale in inglese: http://www.peacefulprairie.org/letter.html )
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categorie: ambiente, animali, vegan world
mercoledì, 07 ottobre 2009

I veri porcellini d'India...

Nel film in uscita in questi giorni nei cinema italiani, G force, di Walt Disney, i protagonisti sono tre porcellini d’India (Darwin, Juarez e Blaster) http://www.disney.it/Film/g-force/
Come in noti casi analoghi, attendiamo un inevitabile aumento della richiesta/acquisto incauto di porcellini d'india, da parte dei più piccoli, spinti dalla forviante rappresentazione data di questi animali nella pellicola americana, e una conseguente gestione inadeguata: sono prevedibili in breve termine, abbandoni e richieste di cessione, non appena vengano disilluse le aspettative verso un tipo di animale che nella realtà, non ha nulla a che vedere con le cavie-supereroi del film.
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categorie: animali, appelli e petizioni
martedì, 06 ottobre 2009

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categorie: animali, gatti, amicizia, volontariato, cani, appelli e petizioni, varie annodate
lunedì, 05 ottobre 2009

Poesia "rubata" dal blog di Raspa...

VORREI

Vorrei diventare di pietra

per restare ferma

nella balìa della sorte.

Senza indietreggiare,

senza abbassarmi quando

il vento gelato dell’odio

mi schiaffeggia l’anima.

Vorrei essere dura come

la roccia che fronteggia

le raffiche di pioggia.

Senza paura che ogni goccia

le strappi un po’

della sua stessa essenza.

Ma non vorrei che il mio cuore

diventasse arido e duro

come un sasso.

Solo il cuore vorrei tenerlo vivo.

Come il fuoco imprigionato

in un vulcano mai spento.

di Rodica Vasiliu

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categorie:
venerdì, 02 ottobre 2009

Teatro, teatro, teatro!

Bei progetti teatrali, quest'anno... sono in fermento, non vedo l'ora! Se tutto andrà per il verso giusto, sarà un anno faticoso ma molto divertente!

I spettacolo in cantiere: Canto di Natale di Dickens!

postato da: Arruffata alle ore 17:19 | link | commenti | commenti
categorie: teatro, varie annodate