domenica, 05 luglio 2009

:-)

E finalmente... vacanzeeeeeee!!!


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venerdì, 03 luglio 2009

Quando i clandestini eravamo noi!



“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Non ci andava meglio in Svizzera, negli anni ’70 con i leader che scrivevano: “Le mogli e i bambini degli immigrati? Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d’una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello». «Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s’ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell’operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l’ex guitto italiano».

In quegli anni – ieri rispetto alla Storia - in Svizzera c’erano circa 30.000 bambini italiani clandestini, portati di nascosto dai genitori siciliani e veneti, calabresi e lombardi, a dispetto delle rigorose leggi elvetiche contro i ricongiungimenti familiari, genitori terrorizzati dalle denunce dei vicini che raccomandavano perciò ai loro bambini: non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere.

Prima degli anni ’50 gli italiani andavano a Bucarest per lavorare nelle fabbriche e nelle miniere e alla scadenza del permesso di soggiorno restavano in Romania, clandestini. Nel 1942 il Ministro dell’Interno fu costretto ad inviare a tutti i Questori una circolare con la quale li si invitava a non far espatriare gli italiani in Romania.

In India, nel 1893, il console italiano scriveva a Roma per dire che in quella città tutti quelli che sfruttavano la prostituzione venivano chiamati “italiani”.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale molti italiani andavano in America con passaporti falsi o biglietti inviati da pseudo parenti italo americani. In realtà una volta sbarcati li attendevano turni di lavoro massacranti perché ripagassero, senza stipendio, il costo di quel viaggio della speranza.

Non sono aneddoti. E’ storia, tratta dalla Mostra “Tracce dell’emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo” (Parma, 15 aprile 2009).

Gian Antonio Stella, nel suo bellissimo libro “Quando gli albanesi eravamo noi”, ci ricorda che “….Quando si parla d’immigrazione italiana si pensa solo agli ’zii d’America’, arricchiti e vincenti, ma nessuno vuole sapere che la percentuale di analfabeti tra gli italiani immigrati nel 1910 negli USA era del 71% o che gli italiani costituivano la maggioranza degli stranieri arrestati per omicidio” o ancora che il primo attentato nella storia con un’auto imbottita di esplosivo è stato fatto a New York, non da terroristi ma da criminali italiani contro una banda avversaria.

Forse ci ricordano che la nostra Terra gira, gira velocemente nello spazio e nel tempo creando nuovi ricchi ed ammassando nuovi poveri. I ruoli si invertono ma i clandestini restano anche se hanno un colore diverso. Fuggono da Paesi in cui l’unica prospettiva è morire per fame o morire per guerre volute da altri. Ed allora questa gente può solo correre, correre, correre impazzita verso il nord, verso il mediterraneo, verso quelli che credono essere orizzonti migliori.

http://www.agoravox.it/QUANDO-I-CLANDESTINI-ERAVAMO-NOI,6706.html

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categorie: schifo politico, politica varia

UN RIFUGIO CHIEDE AIUTO!!!!!

RICEVO E INOLTRO, NON RISPONDETE A ME, MA AI CONTATTI ALL'INTERNO DELLA MAIL..GRAZIE

UN RIFUGIO CHIEDE AIUTO!!!!!
Da: Volontari Canile Parezzana

Oggetto: FW: appello disperato.. più di 100 cani con solo un volontario e senza convenzioni!!!! DIFFONDETE IL PIUì POSSIBILE!!

Salve a tutti, siamo i volontari del rifugio di Parezzana, Capannori, in provincia di Lucca e stiamo scrivendo per chiedere il vostro aiuto; il rifugio ospita più di 100 cani ed è gestito solo da 4 volontari ( ma solo uno può andare tutti i giorni); non abbiamo convenzioni e la situazione sta davvero degenerando.

Abbiamo bisogno davvero di tutto:

Volontari: Abbiamo bisogno di persone disposte a venire qualche ora a pulire i box, a far mangiare cani e a far fare loro delle passeggiate. Persone che hanno la pazienza di relazionarsi anche con quegli ospiti che, a causa dei maltrattamenti subiti, sono terrorizzate dagli esseri umani. Abbiamo bisogno di volontari che ci aiutino nella promozione delle adozioni ( anche tramite computer diffondendo gli appelli ai propri contatti, pubblicandoli sui siti o su facebook ect). I cani sono adottabili in tutto il centro e il nord Italia con regolare modulo d'affido..

Antiparassitari e Scalibor ( il collarino bianco per la prevenzione della Leishmania) : La struttura si trova in una zona paludosa dove è molto diffusa la Leishmania; abbiamo bisogno di trattare ciascun ospite. Il miglior antiparassitario è l’exspot in quanto con un unico prodotto possiamo proteggerli dalle zecche, pulci e flebotomi ( sono i vettori della Leishamania).

Medici Veterinari ed Infermieri: Abbiamo bisogno di medici e di infermieri disposti a venire e fare visite di controllo, prelevare il sangue per le analisi, verificare regolarmente la salute dei nostri amici. Purtroppo nessuno di noi volontari ha studiato medicina e spesso ci accorgiamo che qualche cane non sta bene solo quando ormai ha sintomi molto evidenti; con figure mediche nel rifugio sarà più facile prevenire!!!

Mangime: Il rifugio ospita cani di taglie e di età diverse e con condizioni patologiche differenti. ( Al momento non abbiamo cuccioli) . Non è possibile far fronte a tutte le esigenze; molto importante sarebbe l I/D della Hills o prodotti che abbiano le stesse caratteristiche e mangime per cani anziani. Abbiamo bisogno anche di coperte, brandine, e cucce.

Contributi economici: Come è facile immaginare abbiamo molte spese a cui far fronte, in particolare spese mediche come : acquistare medicinali, curare gli animali malati, fare il richiamo dei vaccini, fare il test per accertare la negatività alla filaria, una malattia cardio-polmonare molto diffusa in Toscana (se non si è certi della negatività verso questa malattia, i cani non possono fare il richiamo del relativo vaccino, previsto una volta all’anno).

Il numero della postepay 4023 6004 4970 0246 intestata a Laura Clementoni.
Oppure tramite bonifico al
Num c/c: 5652/oo Codice IBAN: IT89B0616037910000005652C00 Intestato a Becagli Giada. CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE

Chiunque fosse interessato a darci una mano può contattarci:
volontaricanileparezzana@live.it
Laura 3922404986 3409977046

Non ignorateci anche voi!!!! Siamo davvero disperati!! Grazie di cuore

I Volontari Del Rifugio Parezzan

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categorie: animali, volontariato, cani, appelli e petizioni
giovedì, 02 luglio 2009

La fabbrica giapponese ora produce l'insalata...

Ancora troppi i pesticidi su frutta e verdura che mangiamo, dice l'ultimo rapporto di Legambiente. Ma il Giappone una soluzione l'ha trovata: le plant factory, dove si coltiva in atmosfera sterile, dosando luce e acqua scientificamente..
[ CLAUDIA NUZZAREUO]

Anche quest'anno il rapporto di Legambiente Pesticidi nel piatto ha rivelato la pre-senza massiccia di residui di agrofarmaci sui vegetali che mangiamo quotidianamente: solo un frutto su due. secondo le analisi, arriva sulle tavole privo di inquinanti chimici. Il 2.3 per cento supera addirittura la soglia consentita dai limiti di legge (tutti i dati su wwu:legambiente.eu).
Ma il futuro dell'agricoltura potrebbe essere anche molto diverso. Basta guardare gli scaffali nella foto qui sopra: assomigliano a quelli di una farmacia. Invece sono i reparti produzione di un'industria do-
ve lattughe e verdure crescono in ambiente sterile e controllato ( da agronomi in tuta e mascherina). Secondo gli scienziati giapponesi dell'Ozu Corporation di Tokyo, queste «fabbriche di piante» (plant factory), dove non c'è contatto con l'esterno né dipendenza dalle stagioni o dal clima, forse sono la soluzione. I vegetali qui non hanno bisogno di alcun pesticida chimico, ma
solo di una grande cura nel dosare luce, temperatura, umidità e acqua. Quello cha cresce è cibo sicuro, pulito e non contaminato da aria e insetti pericolosi.
Le plant faeton' si stanno diffondendo sempre più nel Paese asiatico, dove possono già garantire una produzione stabile, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette. Certo, i costi non sono ancora competitivi con quelli dell'agricoltura tradizionale. Comunque, tra i prodotti che si sono rivelati più adatti c'è l'insalata, lattuga romana
e altre, che si può mangiare, appena raccolta, anche senza lavarla. Non resta che assaggiare...       ?

Lattuga romana kalura


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categorie: ambiente
venerdì, 26 giugno 2009

Addio, dolce gattina

Ieri se ne è andata la mia gatta Sbirulina... quasi 17 anni vissuti con fierezza ed allegria.

Doveva non arrivare al terzo mese di vita, ed invece...

Lei è stata il mio primo animale domestico: mi ha fatto compagnia mentre studiavo all'università, mi ha seguita nei miei traslochi più o meno riusciti, ha accettato il continuo arrivo di nuovi quadrupedi, e ha giudicato senza mezzi termini i miei fidanzati, fino a scegliere (lei e la compianta gatta Morgana) quello che andava bene pe me.

Mi mancheranno le tue fusa, i tuoi occhi gialli e il tuo caratterino... graffiante.

Addio, piccola mia. Un pezzo del mio cuore se ne è andato via con te.

buh 013


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categorie: gatte, amicizia, varie annodate
sabato, 13 giugno 2009

HO VISTO L´AQUILA

Pubblico come l'ho ricevuta:

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L´Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un´efficace testimonianza per tutti quelli che a L´Aquila non ci sono ancora stati.
FATE GIRARE.


Oggetto: HO VISTO L´AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l´Aquila.
Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino.
Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell´unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare" . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva.
Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all´improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola `cazzeggio´. A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato.
La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L'Aquila.
Poi c'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga.
I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E´ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l´importante è che all´esterno non trapeli nulla.
Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l´ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l´intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c´è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C´era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.
E poi quest´umanità all´improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli `Assaggi, assaggi´. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l´ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

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categorie: schifo politico
sabato, 16 maggio 2009

Dal gruppo di Facebook "Scomunicate anche me": ennesimo attacco alla democrazia in Italia!

L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà
della rete internet per metterla sotto controllo.
Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’ Alia (UDC), è
stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“.
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al
Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i
provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero.
Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete
internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore.
La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’
apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali.
Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte
informativa non censurata.
Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto?
Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente
del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e
multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su
questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.
Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.
Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne
del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico(da verificare se su manifesto e liberazione e manifesto ci sia la notizia).
Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli
italiani.

E’ in gioco davvero la democrazia!!!

INVIATE A TUTTE LE VOSTRE CONOSCENZE, FACEBOOK, MSN MYSPACE E AD OGNI FORMA DI CONTATTO CHE AVETE NEL PC...PERCHE' TRA POCO NON POTREMMO PIù FARE TUTTO QUESTO...

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martedì, 05 maggio 2009

Concerto di primavera

Stasera sono andata a sentire un concerto di pianoforte.

L'artista era Valentina Messa, pianista conosciuta dagli appassionati. Io la conosco perchè avevamo frequentato un corso di teatro.

Che dire? Mi ha commossa. Emozionata. Le emozioni volavano sulle note del pianoforte, impedendo ai pensieri di vagare altrove ed imprigionandoli lì, in quella piccola sala di Bogliasco... anche perchè Valentina, mentre suona, sembra danzare col suo pianoforte. Il suo corpo, il suo viso, tutto fa sì che gli spettatori, esperti o profani (io appartengo al secondo gruppo, pur avendo una madre pianista per diletto) rimangano avvinti dal concerto, lasciandosi accarezzare o schiaffeggiare dalle note.

E' difficile mettere in parole quello che Valentina mi ha trasmesso stasera... posso solo, semplicemente, dirle "Grazie". Un grazie di "pancia".

Rosa sul pianoforte

 (foto tratta da www.ilmiotg.it)

Il programma del concerto:

W.A.Mozart - SONATA IN FA MAGG. K332
L.Van Beethoven - SONATA IN RE MAGG. OP.10 N°3
R.Schumann - FANTASIA IN DO MAGGIORE

... e poi altri due "regali" di cui, ahimè, non ricordo il titolo...

Le prossime date dei concerti di primavera sono:

"GLI OTTONI DEL CONSERVATORIO" (direttore: Piero Andreoli) - martedì 26 maggio ore 21
"EMANUELE DELUCCHI - pianoforte" - martedì 9 giugno ore 21

Dove? Sala Piero Bozzo - BOGLIASCO


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categorie: musica
lunedì, 06 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo - MASSIMA URGENZA!!!

Da diffondere in fretta. Grazie

Abbiamo bisogno di posti letto...chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiamate 0854308309...

L'Abruzzo si sta appoggiando all'Avis del Lazio, CERCANO URGENTEMENTE SANGUE DI RH 0 NEGATIVO.

Per INFO 06 491340,


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categorie: appelli e petizioni
domenica, 05 aprile 2009

Paura

Ormai il mondo mi fa paura. La gente mi fa paura. Credo che sia l'anticamera della follia.
Tutto è fasullo: i sorrisi, le parole, gli abbracci.

Non mi piace più uscire di casa; se esco è per far qualcosa: lavorare, fare la spesa, far fare un giretto ai cani...  ma uscire così, per il piacere di farlo, come facevo qualche anno fa... beh, no. Non lo faccio più. Non riesco più a mischiarmi tra la folla indifferente e cattiva, non posso più affrontare la continua guerra che ti dichiarano. Meglio stare qui, chiusa qui, con i miei animali, e lasciare il mondo fuori.

Io amavo molto la gente. Io non sapevo stare senza la gente. Mi piaceva la confusione, mi piaceva fare sempre nuove amicizie, incontrare gente nuova, rafforzare i miei legami con gli amici di sempre...

Ora, tranne rarissime eccezioni, vedo coltelli che spuntano dalle tasche pronti a colpirti alle spalle, dietro ai sorrisi vedo ghigni demoniaci, dietro agli occhi vedo il nulla, o l'indagine accurata per scoprire il punto debole.

Io non so cosa ho sbagliato.Io ci ho provato, ma ora soccombo, mi sento annegare in una vischiosità calda e schifosa.

Mi manca l'aria.


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categorie: varie annodate